itenfrdees
  • Home

Pescare a Montorfano

Barche da Pesca

Lago Montorfano – Como

Il lago Montorfano è un lago di origini glaciali incastonato nel verde delle valli comasche unitamente ad altri piccoli laghi facenti parte del “Triangolo Lariano”. Si stima che l’età geologica di questo lago sia compresa tra i 10mila e i 15mila anni! 
Il Montorfano è caratterizzato da una fitta vegetazione acquatica, per lo più costituita da canneti, che si accompagna ad un’altrettanto ricca popolazione faunistica.
Un itinerario decisamente suggestivo per una pesca in uno specchio dalle acque più pulite fra quelli presenti in Lombardia.

 

  • PESCI PRESENTI: Carpe, breme, lucci, black bass, tinche, anguille
  • TECNICHE: spinning, carpfishing, pesca al colpo
  • REPERIBILITÀ PERMESSI: i permessi di pesca possono essere giornalieri o annuali e si possono ritirare presso il Bar Roma a Montorfano o presso l’Edicola Montorfano.

PER INFORMAZIONI: Area Ambientale - Servizio Pesca Via Sirtori, 5 - 22100 (CO) Tel. 031/2755575

Specialità culinarie

Fritto misto del Lario : alborelle, agoni, pesce persico e lavarello infarinati o impanati e cotti nell'olio o nel burro.

Pesce in carpione : agoni, lavarelli, alborelle fritti e marinati in un intingolo ottenuto con olio, sedano, carote, aglio soffritti e portati a ebollizione dopo l'aggiunta di aceto, vino bianco e timo selvatico (segrigiôla).

I missoltini,

la specialità più nota del Lario, sono agoni essiccati al sole e poi pressati a strati con foglie di alloro. Si mangiano in autunno, dopo averli fatti rinvenire sulla brace, conditi con olio e aceto e accompagnati da una buona fetta di polenta.

 

Il risotto con pesce persico costituisce un ottimo piatto unico. Su un letto di risotto bianco mantecato ad arte si depongono piccoli filetti di pesce persico impanato con uovo e pane grattugiato e cotti in padella con burro e salvia.

La salsa verde è una specialità che si prepara con un trito finissimo di prezzemolo cui si amalgamano olio d'oliva, mollica di pane inzuppata in aceto, capperi, acciughe, aglio e rossi d'uovo bollito. La salsa è ottima da accompagnare ai pesci di lago dalle carni bianche e delicate.

La polenta uncia è un piatto molto calorico e adatto alle fredde giornate invernali. La polenta è fatta con farina di grano saraceno (fraina) che viene poi deposta a pezzetti in una marmitta, condendo ogni strato con burro caldo insaporito dall'aglio e manciate di formaggio magro di montagna.

Il tucch è un piatto a base di polenta che un tempo si faceva in speciali occasioni (festa di S. Antonio); oggi poche famiglie lo conoscono e molto raramente lo preparano. La sua preparazione richiede un certo sforzo perché con un bastone di legno si deve continuamente mescolare la farina che cuoce nell'acqua in un paiolo di rame. Man mano che la cottura procede, si aggiunge del burro e del formaggio magro di montagna, sempre mescolando per amalgamare bene il tutto. Dopo una quarantina di minuti si ottiene un impasto morbido e gustoso che si pone in un recipiente al centro della tavola, da cui tutti i commensali attingono delle grosse cucchiaiate.In Altolago questa prelibatezza viene chiamata polenta taragna e viene realizzata in modo leggermente differente usando la panna.

La balota è una fetta di polenta fresca su cui viene messo del formaggio semigrasso. Viene poi chiusa a palla e posta sulla graticola. Il calore delle braci fa sciogliere il formaggio e crea una gradevole crosticina croccante attorno alla palla di polenta.

La cassoela è tipica della Brianza. Ha un altissimo valore calorico perciò si preferisce mangiarla in inverno, accompagnata da un buon vino valtellinese. Si prepara cuocendo alcune parti del maiale (costine, cotenne, testa, piedini e codino) in un brodetto di cipolle, salvia, vino bianco e verze.

La miascia è una torta rustica diffusa nelle valli più povere. Un tempo si preparava utilizzando pane raffermo, latte, uova, zucchero, burro e frutta varia tagliata a pezzetti. Oggi si trova fra le specialità locali anche in versioni più fantasiose e squisite.

La cutizza oggi è annoverata fra i dolci, ma un tempo era una specie di pane (bastava non aggiungere zucchero, ma un pizzico di sale). E' una focaccia popolare confezionata con farina bianca, acqua e zucchero fritti in poco olio. In alcuni paesi questa pastella è arricchita da una farcitura di mele tagliate a fette sottili e si chiama "Paradell". Sembra facile da eseguire, ma non sempre riesce nel modo migliore!

La resta è un dolce tradizionale, che un tempo si consumava solo nel giorno delle palme, preparato con gli elementi base (farina, uova, burro, zucchero e lievito) e con l'aggiunta di uvetta. Ancora oggi tutte le pasticcerie comasche la producono artigianalmente. E' uno dei prodotti locali più conosciuti che assume nomi diversi secondo il paese di provenienza (Masigott, Mataloch, Matoch), si presenta come un grosso pane ed è ideale a colazione tagliato a fette non troppo sottili.

l pan de mej chiamato anche "panigada" è un pane dolce al fior di sambuco. Non deve essere confuso con il pan mein, pane fatto con farina di segale e di granoturco confezionato a forma di ruota e con una bella crosta croccante. Anticamente si usava per accompagnare le castagne bollite mescolate alla panna montata.

La rüsümada è una bevanda molto energetica fatta montando a regola d'arte i tuorli d'uovo che devono poi essere amalgamati con gli albumi, pure montati a neve; al tutto si incorpora del buon vino, del marsala o del caffè. Cuocendolo a bagnomaria si ottiene lo zabaione.